Caritas Ravenna

All’emporio Caritas una giornata di mercatini, scambio e “altra moda”. 17 modelle per un giorno per dire che “nessuno è scarto”

Un progetto che in 20 anni ha dato risultati concreti in un’altra città e una sperimentazione in atto che ha coinvolto tutti in un pomeriggio di incontro e riflessione sul riuso e il riciclo. Questi gli ingredienti, sabato scorso, dei Mercatini della Caritas che si sono svolti nel piazzale dell’emporio: 14 gli stand curati e gestiti da diverse Caritas parrocchiali ma anche da realtà come Unitalsi, Mac, Opera di Santa Teresa, Ufficio missionario e Biblioteca diocesana, dove la gente è arrivata sin dal mattino. E una sfilata di “altra moda” con 17 modelle e un modello che hanno presentato 40 capi di abbigliamento, usati e nuovi, poi messi in vendita a offerta. L’idea della sfilata è stata mutuata da un’esperienza già consolidata, quella di NuovaMente, il progetto elaborato dalla Caritas di Reggio Emilia-Guastalla che si propone di aiutare e sostenere i tanti poveri presenti sul territorio, cercando di farli diventare soggetti attivi di percorsi di cambiamento. Nella sua idea di fondo, NuovaMente si caratterizza per essere un’azione concreta di aiuto verso i più bisognosi.

A presentarlo al pubblico a Ravenna è stata la sua coordinatrice, Francesca Bertolini, che si è occupata di questo progetto per vent’anni. «Nel 2005, quando è nato, Caritas a Reggio gestiva circa 180 cassonetti di vestiti usati – tiene a precisare Bertolini – nei quali la gente portava abiti, capi di vestiario spesso rotti, stropicciati, macchiati, spiegati, e scarpe, che poi le Caritas parrocchiali raccoglievano e distribuivano. Poi, grazie al contributo della curia di Reggio e ai volontari, abbiamo cominciato ad andare nelle case e a raccogliere mobili, giochi, stoviglie, biciclette. Finiva tutto in un magazzino: da lì poi chi aveva bisogno poteva prendere ciò che serviva. È nata così l’idea di allestire mercatini e, con essi, a creare un guadagno e far lavorare persone in difficoltà che fanno fatica a inserirsi nel mondo del lavoro». Nelle tre sedi di NuovaMente, dislocate a Reggio Emilia, Gualtieri e Sassuolo, hanno trovato lavoro 85 persone. Nella città modenese si trova anche il magazzino e il centro di raccolta del materiale.

Fin dall’apertura e per tutta la giornata di sabato nel piazzale dell’emporio di via Narsete si è vista molta gente, attirata dalla possibilità di acquistare con un’offerta o somme modiche un’ampia varietà di materiale che nei mesi le Caritas parrocchiali e le altre realtà presenti hanno raccolto da donazioni, selezionato e messo in ricircolo. Tutti gli oggetti in esposizione negli stand erano a offerta e il ricavato è destinato a ciascuna delle realtà coinvolte. In ogni stand si è soffermato, per un saluto, uno scambio di opinioni, un apprezzamento sul lavoro svolto l’arcivescovo, monsignor Lorenzo Ghizzoni, che poi ha seguito fino alla fine la “Sfilata d’altra moda”.

La chiosa finale è di Silvia Masotti, coordinatrice dei mercatini, riproposti dopo la felice esperienza del periodo natalizio, e della sfilata d’altra moda. «Siamo entrati in contatto con NuovaMente attraverso la delegazione delle Caritas. E abbiamo conosciuto un servizio maturo e rodato con finalità simili alla nostra. Il nostro intento non è quello di copiare ma di applicare e maturare buone prassi, fare esperienze nostre. L’esperienza del nostro emporio è nata due anni fa e ha tutto il tempo di aprirsi alla comunità. Crediamo nel concetto di valorizzare quello che per altri non ha valore, di sottolineare la bellezza di tutti e vogliamo dare spazio a questo nuovo stile che ha le sue parole chiavi in riuso e riciclo. È quello che la Caritas fa nel suo quotidiano, nel suo incontro con le persone ‘spezzate’, con le vite messe ai margini, dando valore allo scarto».

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