“Abbiamo pensato a questo luogo come un nido, per accogliere, ma anche per spiccare il volo”. Vuole essere un luogo per ripartire Crocevia, il centro diurno della Caritas pensato per i senzatetto inaugurato sabatomattina a Santa Teresa.
Il taglio del nastro
“Un luogo caldo, dove dare nuovi stimoli, per riprendere in mano la propria vita”, spiega la direttrice della Daniela Biondi. Con lei al taglio del nastro l’arcivescovo, monsignor Lorenzo Ghizzoni, il sindaco, Alessandro Barattoni, il direttore di Santa Teresa, don Alain Gonzalez Valdès, suor Anna Morandi della Piccola Famiglia di Santa Teresa del Bambin Gesù. Da parte del sindaco e dell’arcivescovo la soddisfazione per l’apertura di un luogo di opportunità, a pochi giorni dal Natale, e nel pieno dell’inverno, con temperature che possono essere pericolose per tanti.

Corsi e alfabetizzazione: cosa si farà a Crocevia
L’idea, spiega la direttrice della Caritas Daniela Biondi, è dare un posto dove stare, nelle mattinate invernali, ai tanti senza fissa dimora che arrivano all’Opera per usufruire dei servizi di Santa Teresa. E offrire qui, negli spazi dell’Opera a fianco della mensa, corsi di alfabetizzazione e informatizzazione di base – per l’accesso allo Spid e alla piattaforma per il lavoro – e laboratori di cucina per imparare norme igieniche e acquisire competenze per lavorare nel turismo.
Aperto tutte le mattine
Il centro sarà aperto cinque giorni a settimana, dalle 8 alle 13, grazie alla coordinatrice, una nuova operatrice Caritas, alla presenza di una decina di volontari al giorno e dei maestri. A tenere i corsi saranno persone che hanno l’abilitazione all’insegnamento dell’italiano per stranieri e possano dare a chi frequenta la possibilità di accedere alla certificazione Hccp».
Una risposta unica a chi è nel bisogno, il volto di una Chiesa madre
Un segno della collaborazione all’interno della Chiesa di Ravenna-Cervia e anche fuori. “Un progetto speciale che è stato concepito quando ero direttore della Caritas, e nasce oggi che sono direttore di Santa Teresa – spiega don Alain Gonzalez Valdès -. Noi, con l’arcivescovo, vogliamo che la risposta di speranza che dà la Chiesa di Ravenna-Cervia a chi oggi è nel bisogno sia una risposta unica, unitaria. Che non sia la Caritas o Santa Teresa ma che tutti questi volti siano quello di una Chiesa che è madre che vuole prendersi cura dei poveri e dare speranza a chi oggi si trova a fare fatica”.
La voce dei dormitori, tutti al completo
I senzatetto, a Ravenna, sono quasi raddoppiati dagli anni della pandemia: nel 2020 erano 62 quelli censiti, oggi tra i 100 e i 110. Presenti all’inaugurazione anche le coordinatrici dei principali dormitori della città. “Dico grazie a nome dei nostri ospiti che non hanno una rete a cui appoggiarsi quando la mattina alle 7,30 lasciano il dormitorio – dice Rosalba Scaturro di San Rocco -. Immagino questo spazio non un parcheggio di lunga soste ma un pit stop, un luogo dove sostare per ripartire. Non per soffocare bisogni e domande ma per creare risposte nuove”. Il dormitorio di San Rocco, come gli altri, è pieno, con tutti i suoi 23 posti: “Il problema è soprattutto nel week-end – conclude suor Rosalba -. La collaborazione credo sia la chiave di volta per dare una risposta completa, che per me è lavoro e casa. Non è questa, ma è un ottimo punto di partenza”. Da Carla Soprani del Re dei Girgenti il grazie sempre per la collaborazione: “Cerchiamo di dare una risposta e in città ce ne sono altre, e questo per me è bellissimo”. Al dormitorio “Cardinal Tonini” al momento ci sono 16 persone, spiega Linda Giuditta Bari, quasi 30 le persone che trovano ospitalità nella casa della carità: “Quello che stiamo facendo è dare un’ospitale con un animo accogliente. Quello che Crocevia porterà è proprio un ambiente accogliente, anche durante il giorno. Quello che ci teniamo a fare con Caritas è unire ospitalità e accoglienza dando alle persone non solo un letto, vestiti puliti e una colazione ma anche un ambiente nel quale poter vivere la propria socialità e riconquistare quella dignità che tutti dovremmo avere”. Anche il dormitorio di via Torre è pieno con i suoi 20 posti, e c’è una lista d’attesa, dice Valentina Palestri: “Oggi sono emozionata ad essere qui oggi. Lavoro da tempo a Ravenna e una per 13 anni a Ravenna c’era Tracce e faceva questa cosa qui: mi auguro che Crocevia sia un’opportunità per trovare accoglienza, ascolto e un abbraccio perché fuori non c’è”.
Daniele, accolto a Santa Teresa e volontario: “Ho trovato tutto quello di cui avevo bisogno”
Infine, all’inaugurazione c’è stato spazio per ascoltare la voce alle persone che sono accolte nei servizi di Santa Teresa. Daniele racconta di essere arrivato a gennaio: “Vivevo in un box, fuori – dice -. Ho trovato una buona accoglienza a Santa Teresa, dalle colazioni, al pranzo alle cene della domenica. Oltre ad essere ospite sono anche volontario. Qui ho trovato tutto quello di cui avevo bisogno. io ora ho bisogno, ho avuto tutta questa accoglienza, ho deciso di fare il volontario per aiutare altri”.

